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Raffaele Bisignani, una persona da non dimenticare

Un personaggio che è entrato nella memoria collettiva di San Donato di Ninea è senza dubbio

il rag. Raffaele Bisignani.

E’ lui che ha dato alla storiografia locale un’impronta di ricerca attendibile cui tutti fanno riferimento.
Senza nulla togliere ad altri che si sono cimentati a costruire itinerari storici del paese, Raffaele Bisignani ha affrontato il discorso storico in modo scientifico e documentato.
E’ un merito che riviste specializzate gli riconoscono  e che per la popolazione sandonatese costituisce un vanto.
Nel mettermi a scrivere qualche riflessione sulla sua figura mi vien in mente  il suo amore per la ricerca e la sua premura nel rendere pubblici i suoi lavori, preoccupato del trascorrere veloce del tempo e convinto del detto latino “scripta manent verba volant” ( gli scritti restano, le parole volano). E’ stato un  instancabile ricercatore e studioso dei problemi sociali e delle tradizioni locali del paese e della Calabria.

Da Ariccia dove  abitava negli ultimi anni,  intesseva relazioni con tutti gli amici sandonatesi per essere costantemente informato sugli avvenimenti e sulle persone del territorio.
S’interessava di tutto e di tutti. Puntualmente gli venivano inviati i giornalini e i calendari dell’istituto comprensivo di San Sosti, gli opuscoli della Comunità montana e le informazioni riguardanti le manifestazioni locali che appagavano il suo desiderio costante di volgere lo sguardo verso il “natio borgo”, al quale, come tanti cittadini che si sono allontanati, è stato sempre legato.
Mi sovviene l’entusiasmo con cui mi informava ogni volta che veniva a conoscenza di notizie, oggetti che riguardassero San Donato, come ad esempio quando trovò il frammento di Ecateo di Mileto, il noto geografo greco, che menzionò  “Ninea, città degli Enotri nel Mediterraneo”. La storiografia si fa con piccoli tasselli, che di tanto in tanto vengono a galla e danno senso alla storia. Il ragioniere Bisignani  è stato uno di quelli che hanno messo qualche tassello alla storiografia del paese.
Quando la Comunità Montana “Unione delle Valli”  Malvito  ha  dato alle stampe (1998) quel suo bel testo sul dialetto sandonatese che, a mio avviso, è una “fotografia linguistica” dei cittadini sandonatesi  e uno spaccato della cultura calabrese, per lui è stato un momento di grande soddisfazione. In quel dialetto si scopre la tradizione popolare, l’identificazione delle famiglie, le abitudini dei ricchi e dei poveri e tante altre realtà.
A mio ricordo era segretario comunale a San Donato quando si avviò il processo di spostamento dell’abitato a Licastro ( 1955) cui diede un valido contributo  nella produzione della documentazione  storica e fotografica.

E’ autore di

  1. “  Lo stato di San Donato, in Calabria Citra, e la presa di possesso di esso da parte dei duchi Sambiase di Malvito”, Studi Meridionali, fasc. 1-2, 1982 .
  2. San Donato di Ninea”, «Calabria Letteraria», 1979, 1-13.
  3. “Policastrello: la fine di un comune”, Fasano, Cosenza 1985.
  4. “I Sanseverino ramo San Donato”, «Calabria Nobilissima», 1989, 42-43, 33-70.
  5. “Il dialetto calabrese parlato a San Donato di Ninea”, Comunità Montana Unione delle Valli, Malvito (Cosenza) 1999.

Era sempre aperto e disponibile con tutti.
Dal 1992  (a 77 anni)  fece parte del volontariato per l’assistenza geriatrica globale, prestando la sua opera nel progetto Nestore in Ariccia (Roma), dopo aver seguito  un corso di Educazione Sanitaria di due anni all’università “La Sapienza” di Roma.

Alle nuove generazioni  si pone come esempio di attento e accurato lettore di tutte le tracce del passato che aiutano a capire il presente e a progettare il futuro. Sarebbe il caso che gli Amministratori  prendessero l’iniziativa di intitolargli una strada, una piazza, un luogo, un istituzione locale … per ricordare il suo nome ai posteri.

Vincenzo Tiesi

Mis à jour ( Jeudi, 16 Juin 2011 16:00 )